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Quando la notte è troppo lunga

insonniaQuant’è bello alzarsi di buonumore,tonici e riposati dalla giusta quantità di ore di sonno trascorse durante la notte. Lo ripetono gli specialisti e lo raccomanda il buonsenso:soltanto una bella dormita permette affrontare con la giusta energia la nuova giornata che inizia. Al contrario, un riposo insufficiente può incidere pesantemente sull’umore e anche sulle difese che il nostro organismo oppone a stress e tensione.

L’insonnia si manifesta in forme diverse: c’è chi fatica ad addormentarsi e chi, invece appena toccato il cuscino cade immediatamente tra le braccia di Morfeo per poi destarsi nel cuore della notte una o più volte, senza riuscire a riprendere sonno. E ancora, c’è l’insonnia episodica, legata a situazioni precise che portano agitazione e impediscono di riposare (come un esame il giorno dopo o una visita medica importante); oppure quella dovuta a disturbi propriamente organici, con sintomi che non consentono un sonno ottimale (una forte tosse o un raffreddore che impedisce di respirare bene). Anche alterazioni fisiologiche come il fenomeno del jet lag, il cambio di fuso orario e cattive abitudini come pasti serali troppo abbondanti e consumo di alcolici possono causare un’insonnia occasionale. In questi casi l’inconveniente dura poche notti e svanisce una volta esaurita la causa scatenante. Esiste anche una forma di insonnia più complicata, quella cronica: si presenta periodicamente e impedisce il riposo per un numero significativo di notti, destabilizzando in maniera maggiore l’organismo. Si può distinguere l’insonnia, poi, in base al periodo in cui si manifesta: sarà iniziale quella che desta quando l’alba è ancora lontana, senza possibilità alcuna di riaddormentarsi. Il problema è più diffuso di quanto si possa pensare: sono 12 milioni gli italiani per i quali il risveglio non è affatto un momento piacevole; in pratica un persona su cinque soffre di insonnia, ed è convinta che non esista soluzione al problema. Sbagliato. Combattere i disturbi del sonno è possibile, anche senza ricorrere a strategie complesse o all’uso di farmaci.

In prima cosa da fare è adottare sane abitudini e fuggire errori diffusi: mangiare in eccesso alla sera, fumare e bere alcolici fino a tardi, fare puntualmente le ore piccole, praticare intensa attività fisica prima di coricarsi. Invece, favoriscono il sonno alcuni piccoli rituali:andare a letto sempre alla stessa ora, leggere un buon libro, bere una tisana calda prima di stendersi, mantenere la camera nelle condizioni ottimali per favorire il riposo. Se, nonostante questi piccoli accorgimenti il tanto atteso sonno non dovesse arrivare, prima che l’insonnia da occasionale si trasformi in problema più serio, si può ricorrere a prodotti specifici, rimedi dolci che la natura ci mette a disposizione. Sono piante dall’azione calmante e leggermente sedativa, che allentano il nervosismo e la sensazione di ansia, agiscono sulle diverse problematiche legate all’insonnia (difficoltà ad addormentarsi e risvegli nel cuore della notte) e favoriscono il sonno in modo naturale, senza lasciare stordimento il mattino successivo. Una di queste è l’ Escolzia nota anche con il nome di papavero della California. Cresce nei deserti aridi e produce stupendi fiori giallo-arancio: ha attività sedativa e ipnoinducente, leggermente più marcata nelle donne rispetto agli uomini. Agisce sul sistema nervoso centrale e, assunta poco prima di coricarsi, favorisce il sonno, garantendo un effetto che dura in media dalle 6 alle 8 ore.

Giunge, invece dai sottoboschi umidi del Nord Europa la Valeriana: il suo nome deriva dal latino valere, avere forza, e le è stato dato proprio come riconoscimento delle sue benefiche qualità. Riduce il tempo necessario per addormentarsi e calma ansia e tensione, senza intorpidimento al risveglio. Infine la Passiflora,originaria delle foreste tropicali dell’America latina, utilizzata già in tempi antichissimi dagli Atzechi. Svolge un’azione calmante sui centri celebrali ed è particolarmente indicata nei casi di insonnia per stress e ansia. Come Escolzia e Valeriana, anche la Passiflora non lascia sonnolenza né stordimento al risveglio. Queste erbe sono disponibili già combinate in pratiche capsule a base di estratti secchi standardizzati, da assumere alle dosi consigliate: due o tre per volta, evitando di prenderle prima di dedicarsi ad attività fisiche impegnative o che richiedono una particolare prontezza di riflessi. 

Costantino Mazzanobile D’aragona naturopata

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