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Al via a Parigi “Les Arts Florissants de la Sardaigne”: tra i protagonisti, l’attrice sarda, Lia Origoni

lia3Nel 1940 ha debuttato al Teatro Valle di Roma nella Rivista “Quando meno te lo aspetti”, insieme a Totò e ad Anna Magnani, e oggi, a 94 anni, vive nella sua casa della Maddalena alla prese con pc e nuove tecnologie. C’è anche Lia Origoni, con un film di Tore Manca a lei dedicato, tra i protagonisti della dodicesima edizione de Les Arts Florissants de la Sardaigne, cinque giorni di confronto tra la Francia e la Sardegna per costruire scambi fecondi su tematiche artistiche, culturali, politiche ed economiche. Ospitato nella Maison d’Italie, alla Cité Universitarie di Parigi, Les Arts Florissants de la Sardaigne è l’occasione in cui la Sardegna mette in vetrina il meglio della sua cultura e dei suoi artisti con mostre, cinema d’essai, musica ed esplorazioni visive.

Organizzato dall’associazione culturale Suoni & Pause, diretta dalla pianista Irma Toudjian, il festival, come nella sua tradizione, anche stavolta si presenta aperto a tutte le tendenze artistiche, con un occhio bene attento a quelle eccellenze capaci di rappresentare le ultime inclinazioni e di interpretare le tematiche più attuali. In questo senso non è un caso che, tra gli artisti protagonisti della manifestazione, molti abbiano già ricevuto importanti riconoscimenti sia in ambito nazionale sia in quello internazionale. Come la già citata Lia Origoni. O il pianista Samuel Tanca, che ha anche lavorato con pianisti di fama internazionale a Milano, Roma e Parigi. O il regista Giovanni Coda che con il suo film Il Rosa Nudo (che ripercorre i crimini dei nazisti sulla comunità omosessuale) s’è fregiato del Gold Jury Prize ‘Best Narrative Features’ al Social Justice Film Festival di Seattle e della selezione ufficiale al Macon Film Festival come ‘Best Narrative Features’ Macon GA Usa, arrivando, oggi, alla candidatura ufficiale per i David di Donatello.

Lia+Origoni+liaorigoniLes Arts Florissants de la Sardaigne si apre il 12 maggio con l’inaugurazione di Plages II, esposizione fotografica di Nadia Prete, già presente al Salon International de la Recherche Photographique di Royan e a Parigi al Salon de la Jeune Peinture e a L’Institut de Géographie. Lo stesso giorno Samuel Tanca propone un concerto per Piano su musiche di Ennio Porrino, Lao Silesu e Franco Oppo.

Martedì 13 spazio al reading di quattro testi, scritti da Carla Cristofoli e Maria Luisa Massa, sul tema Rivelazioni del quotidiano. A leggere saranno la stessa Massa e Sara Rainis, entrambe attrici professioniste, accompagnate al pianoforte da Irma Toudjian.

Il regista Giovanni Coda interviene mercoledì 14 con il suo video-concerto Rosa Nudo-Redux. Sarà accompagnato dalle musiche originali di Irma Toudjian e Arnaldo Pontis. Quest’ultimo realizza produzioni tra multimedia, video e computer art, musica elettronica e rumorismo industriale. Un reading originale è di scena giovedì 15: Navigare i confini. Si tratta di un progetto di Fabrizio Casti, Alessandra Seggi e Ornella D’Agostino in cui attraverso la musica, il video e la danza, si racconta il romanzo dell’autrice francese Patricia Bourcillier “Sardegnamadre. L’île et l’autre”. Un viaggio della scrittrice tra l’isola e l’altrove.

downloadVenerdì 16, ultimo giorno, ancora cinema con due cortometraggi premiati nell’edizione 2013 del concorso “Il cinema racconta il lavoro”, organizzato della Cineteca Sarda di Cagliari. Si tratta di: Tu ridi di Chiara Sulis e Culurzones di Francesco Giusiani. Il sipario sull’edizione 2014 di Les Arts Florissants de la Sardaigne si chiude infine con l’interessante e divertente Lia: music non stop, un film per la regia di Tore Manca interamente dedicato a Lia Origoni, la soprano nota in tutta Europa nel secolo scorso. Nel film Lia interpreta se stessa alle prese con una vita sempre più tecnologica, frenetica e meccanica. Accompagnano il video la danzatrice Daniela Tamponi e le musiche di Arnaldo Pontis. Partecipano Irma Toudjian al pianoforte e Alex Ledda alle batterie elettroniche. Sino al 22 maggio resterà visitabile la mostra di Nadia Prete.

 LIA - Photo-Screenshot

LIA ORIGONI

Nasce a La Maddalena il 20 ottobre 1919. A diciotto anni vince a Roma la borsa di studio del Ministero per frequentare gli studi musicali al Teatro dell’Opera. Il suo talento è tale che, caso unico nella storia, la borsa le viene confermata l’anno successivo. A 20 anni sottoscrive il primo contratto con la sperimentale Fonovisione (progenitrice della Televisione) che opera a Roma con una ventina di monitor, di cui uno per il Duce e uno per il Papa. Viene scritturata da Totò e Anna Magnani per la rivista “Quando meno te l’aspetti”. Nel 1940 Lia passa con Rabagliati. A soli 22 anni, per un contratto di 300 marchi a serata (all’epoca una fortuna) debutta alla Scala di Berlino, incontrando le massime stelle europee del momento: Jaques Tati, Werner Kroll, Loni Hoiser. Negli anni ’40 il successo di Lia Origoni è così travolgente da offuscare pure Tito Schipa, ormai al termine della sua prestigiosa carriera. Gli artisti che si esibiscono a Berlino in quegli vengono mandati in tournèe per portare conforto alle truppe impegnate nei territori sovietici. Durante una di queste Lia viene catturata dai partigiani che, quando si rendono conto di chi sia, la rilasciano senza torcerle un capello. Nello stesso periodo, a Berlino, sotto i bombardamenti alleati, una gigantografia di Lia Origoni al massimo della sua notorietà, alta 2 piani, copre per mesi lo squarcio di un palazzo storico davanti al teatro.

Lia resistette a lungo anche alle avance del potente Goebbels, nonostante le preoccupazioni dell’ambasciata italiana, che temeva pesanti complicazioni diplomatiche. Dopo il 25 aprile e la destituzione del Duce, Lia Origoni chiede di lasciare subito la Germania, ma i gerarchi nazisti glielo vietano. Raggiunta in maniera rocambolesca l’ambasciata italiana riesce a fuggire prima che si chiudano le frontiere. Dopo la guerra si presenta all’EIAR di Firenze e ottiene una scrittura dal maestro Barsizza. A seguito di questo nuovo successo, passa a Milano, dove all’Olimpia viene scritturata per La Scala d’Argento, di Roversi, con Costa e Tajoli. Le truppe alleate sono ormai sbarcate in Sicilia, l’Italia firma l’armistizio e i tedeschi escono da Roma, per attestarsi lungo la linea gotica. L’Italia è spezzata in due: al sud gli alleati, al nord i tedeschi. Lia è scritturata per una tournèe a Brescia, Piacenza, Genova e Milano. Da Milano la cantante si trasferisce a Venezia. Viene scritturata per la commedia “Addio giovinezza”. Finalmente Lia si presenta alla Scala di Milano e viene scritturata per La Traviata.

Il successo cresce e questa edizione della Traviata verrà ricordata anche perché una replica venne dedicata a Evita Peron, in visita ufficiale in Italia. Seguiranno numerose altre opere liriche a Roma e al San Carlo di Napoli, e poi contratti per trasmissioni alla RAI, tournée a Parigi, esibizioni al Dianarzade, al Moulin Rouge, all’Opera, Lia che in quel periodo è amica di Chevalier, partecipa e vince il festival della canzone italiana in Francia. Va poi a Madrid, a Barcellona, in Marocco a Casablanca, in Egitto, a Il Cairo e ad Alessandria come ospite di riguardo di Re Farouk. Alle esibizioni canore si affianca il percorso teatrale con Paolo Poli, e anche una sua memorabile prestazione nell’Opera da tre soldi di Brecht. Ma anche studi sulla musica folkloristica accanto al maestro Giorgio Nataletti, direttore della scuola di Santa Cecilia. All’Università di Grenoble, negli anni cinquanta e all’apice della sua carriera artistica e dei riconoscimenti ufficiali, Lia Origoni decide di smettere di cantare. Oggi, a 94 anni compiuti, vive a La Maddalena e si occupa attivamente del ri-editaggio delle centinaia di sue registrazioni canore, salvate dalle teche RAI, lavorando in autonomia al computer con particolare dimestichezza nelle nuove tecnologie audio.

 

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