Ninetta Bartoli la prima donna sarda sindaco Italiana
La prima sindaca della Repubblica Italiana è una donna sarda: Ninetta Bartoli, eletta in maniera pressoché plebiscitaria a Borutta (SS), un piccolo centro del Mejlogu a prevalente sviluppo agro-pastorale. Nel dopoguerra, nonostante il grande impegno femminile nella resistenza partigiana, le elezioni amministrative ostacolarono quasi ovunque il coinvolgimento attivo delle donne in politica, eppure Ninetta con 332 preferenze su 371 tronfò. Il risultato fu ancora più significativo perché seguì di appena un anno (febbraio 1945) il riconoscimento di “cittadinanza politica” delle donne italiane.
Ninetta nacque a Borutta,il 24 settembre del 1896. Le fu impartita l’educazione tradizionale delle ragazze benestanti e fu mandata a studiare a Sassari, presso l’Istituto Figlie di Maria, una scuola d’eccellenza per “signorine” destinate al matrimonio. Ninetta però, alle arti femminili preferì le attività assistenziali della parrocchia, dove conobbe Padre Manzella, figura nota e carismatica. In seguito ebbe profondi legami con la famiglia Segni, e Laura, moglie del futuro Presidente della Repubblica Antonio Segni, al tempo presidente regionale delle Dame di Carità, la introdusse nelle fila della DC sassarese, guidandone il suo esordio politico.

A Borutta, ben prima della sua elezione, Ninetta era molto impegnata sia in campo sociale che in campo assistenziale, fondando, la Latteria sociale del Mejlogu e divenendo la presidente delle Dame di Carità. Divenne sindaco nell’aprile del 1946 e mantenne la carica fino al 1958.
Il suo lavoro contrinbuì alla crescita del paese: fece costruire scuole e fognature, acquedotti e case popolari; realizzò il primo piano urbanistico e donò al paese terreni di sua proprietà per permettere la realizzazione di opere pubbliche. Fondò l’Istituto San Vincenzo, e grazie a generose donazioni in denaro permise il restauro dell’antica chiesa di San Pietro in Sorres (oggi basilica, centro di pellegrinaggi) e la fondazione dell’annesso monastero benedettino. Nei dodici anni di incarico fu molto amata dalla cittadinanza e alla sua morte, che avvenne il 30 Novembre del 1978, la salma fu esposta in segno di omaggio nella sala consiliare.

