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Is Foghidonis: il rito del fuoco in Sardegna

 

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Sant’Antonio viene celebrato solitamente tra il 16 e il 17 gennaio in almeno 65 centri della Sardegna, bruciando legna e piante di rosmarino in onore di Antonio Abate, Sant’Antoni de su fogu, in lingua sarda.

La leggenda vuole che nell’antichità le temperature in Sardegna fossero talmente basse che la popolazione, stremata dalla moria degli animali e delle piante, si rivolse al santo in cerca di aiuto. Così Sant’Antonio decise di scendere negli inferi per aiutare gli uomini: rubò al diavolo una favilla incandescente e la donò agli uomini, dotandoli così del fuoco.
Si tratta di un antico culto pagano di probabile origine greca (il mito di Prometeo) e poi successivamente, in epoca cristiana, dedicato a quello che in Sardegna veniva considerato il patrono della pastorizia e dell’agricoltura.

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I nomi più diffusi in Lingua Sarda per indicare i fuochi dedicati a Sant’Antoni: su fogu, sa tuca, su focu, su fogadoni, su romasinu, sa frasca.

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Sabato 17 e Domenica 18 Gennaio 2015 a Sadali si ripete la tradizione de “Is Foghidonis”, dove è possibile assistere all’accensione dei giganteschi fuochi in onore di Sant’Antonio Abate e San Sebastiano, in un rito antico e senza tempo.

E’ la data che da inizio al Carnevale e coincide con la prima uscita dell’anno della maschera tradizionale sadalese de “S’Urtzu e su Pimpirimponi”.
Con l’accensione dei fuochi prenderanno vita performance itineranti di teatro, musica e danza per le vie del paese. Nel corso della manifestazione verranno aperte le cucine tipiche intorno ai fuochi, per poi continuare con i festeggiamenti della serata.

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