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Fabio Loi il lavoro dello scenografo “Il teatro delle meraviglie”

Fabio Loi scenografo e costumista teatrale ha realizzato tantissimi laboratori di teatro. L’ultimo progetto è “I fiori di Alice” un laboratorio di costumi per lo spettacolo, ideato con Fabiola Pinna docente di tecniche sartoriali e modellistica e Rita Brandano, docente di figurino di moda. “Lo Scenografo non è un artista, lo Scenografo è un inventore, un ingranaggio dell’immensa ed ingarbugliata macchina teatrale, lo scenografo non è un artista ma ha uno slancio artistico.”
Rivista Donna l’ha incontrato per voi…
FOTO DI LAURA FRANCESCONI
Fabio, il tuo è un percorso culturale e artistico che vede protagonista l’arte e la scenografia. Raccontaci come nasce questa passione…
 
Sono fabio ho 28 anni e nella vita faccio lo scenografo e costumista teatrale, la passione per l’Arte nasce sin da subito, da piccolissimo realizzavo i miei giochi da me con materiali semplici e di recupero, ero uno di quei bambini che giocavano con la scatola d’imballaggio del gioco regalato a Natale, ero un bambino che amava i colori, le colle ed i pennelli; con la scuola andavamo spesso a teatro e lì mi innamorai di questo mondo magico poi un giorno mio padre mi regalò una macchina fotografica usa e getta e li nacque un’altra mia grande passione: la fotografia! poi il bambino cresce e decide di iscriversi all’Istituto d’Arte (Filippo Figari di Sassari) in ceramica e dopo il diploma subito all’Accademia di Belle Arti in scenografia e qui ritorno bambino, un bambino che vede per la prima volta la propria mamma, è stato amore a prima vista.
Come definiresti l’arte in poche parole? 
L’Arte è un porto (in)sicuro, un rifugio, il luogo dove la Libertà e la Bellezza si incontrano.
 Arte e scenografia cosa hanno in comune?
L’Arte spesso può essere autoreferenziale rinnegando di fatto la propria natura ma comunque l’Arte è sempre libertà mentre la Scenografia risponde alle esigenze di copione, alle dritte del regista agli impulsi degli attori, alla ricerca estetica, al budget a disposizione, allo spazio da allestire, lo Scenografo non è un artista, lo Scenografo è un inventore, un ingranaggio dell’immensa ed ingarbugliata macchina teatrale, lo scenografo non è un artista ma ha uno slancio artistico. In comune che cosa hanno? hanno che qualunque delle due strade scegli sarà amore per sempre!
Allieve de I FIORI DI ALICE a lavoro FOTO DI LAURA  FRANCESCONI (1)
Nei tuoi innumerevoli laboratori hai anche preparato maschere e costumi di scena da cosa trai ispirazione?
Il massimo per uno scenografo è realizzare dello stesso spettacolo maschere e costumi perchè lo scenografo inventa spazi, mondi, suggerisce impressioni ed emozioni, poterlo fare attraverso l’intero allestimento è una grande esperienza di crescita artistica. L’ispirazione la rincorro in continuazione, basta un immagine, una fotografia o un colore, raccolgo tutto in una cartella, ho centinaia di agende dove scrivo, raccolgo immagini, prendo appunti. Il primo passo per la progettazione di un allestimento è la ‘ricerca iconografica’ cioè si studia a fondo l’argomento trattato e si cerca di conosce il più possibile sul tema ma l’ispirazione più importante arriva dalla nostra meravigliosa Isola molto più ricca di stimoli di quanto si possa pensare!
Quanto tempo ci vuole per realizzare costumi e scenografie?
Alcune produzioni si sviluppano nel tempo e posso avere a disposizione anche un anno per progettare e realizzare l’allestimento dello spettacolo, questo mi consente di lavorarci con calma e cosa molto importante di ‘sperimentare’ elemento fondamentale del mio lavoro; altre volte ho pochissimo tempo anche una mese (o meno) nella maggior parte dei casi mi lascio guidare dall’istinto e dalle conoscenze acquisite nel tempo, spesso lavoro anche di notte, le domeniche o nelle feste perchè per noi teatranti lo spettacolo è la cosa più importante.
 Che materiali vengono utilizzati?
Io mi sono specializzato nell’utilizzo di legno e materiali semplici ed economici spesso di riciclo, amo l’ambiente e mi diverto a ridare una vita nuova a tutto ciò che gli altri buttano via, spesso nelle mie creazioni cerco di accostare materiali nobili a materiali di scarto; per La Parrucca di Mozart (spettacolo scritto da Jovanotti) ho realizzato un lampadario gigante di legno e bottiglie di plastica.
FOTO DI LAURA FRANCESCONI 2
Dietro le quinte di una scenografia quante persone vi lavorano e come vengono distribuiti i compiti?
Uno scenografo può essere progettista o realizzatore, io mi occupo di entrambe i compiti, lavoro con le più importanti compagnie della Sardegna e mi piace curare al meglio e personalmente ogni aspetto. Dietro le quinte di uno spettacolo lavorano tante professionalità: Il regista, lo scenografo, il costumista (quando non coincidono), l’illuminotecnico, fonico, macchinisti e tante altre figure di supporto.
 Hai partecipato alla biennale internazionale di fotografia contemporanea in Ungheria con il progetto fotografico Scarti (In) animati. Raccontaci questa esperienza
 
Come dicevo prima da bambino mi innamorai della fotografia quando mio padre mi regalò la mia prima macchina fotografica usa e getta, oggi mi appassiono a questa meravigliosa forma di comunicazione perchè mi consente di raccontarmi in maniera intima, in fondo è un atto liberatorio quasi analitico. La mia vita è stata sempre scandita da incontri straordinari e per quanto riguarda la fotografia devo tutto a Salvatore Ligios e Sonia Borsato che mi hanno insegnato quello che so; nel 2011 partecipo ad un concorso fotografico indetto da Su Palatu (associazione per la fotografia) avrei vinto la partecipazione ad una mostra locale, nella giuria di selezione era presente un grande fotografo Ungherese Attila Kleb che selezionò il mio progetto fotografico per questa prestigiosa occasione, avevo 25 anni e presentai 25 scatti di formatto quadrato, mi ospitarono per tre giorni in una caldissima cittadina del nord dell’Ungheria dove si svolgeva l’evento, pranzavo, cenavo, scattavo foto al fianco di due grandi uomini e due legende viventi della fotografia di reportage Uliano Lucas e Zoltan Nagy che mi accolsero come se fossi uno di loro, invece mi sentivo solo molto molto fortunato.
Via Roma 105 a Sassari è uno spazio polivalente in cui si svolgono differenti attività. Spiegaci di cosa si tratta…

Via Roma 105 è uno spazio di Coworking che garantisce opportunità di scambio professionale e possibilità di fare rete. Nato dalla mente di due grandi donne sassaresi  Lisa Benvenuto e Alessandra Unali che hanno conosciuto questo modo di lavorare in uno dei loro viaggi di formazione in giro per l’Italia, la loro intelligenza, sensibilità e anche un pizzico di fortuna le ha permesso di mettere in piedi un bel gruppo di professionisti che hanno aderito al progetto. Il coworking è uno stile di lavoro che prevede la condivisione di un ufficio, mantenendo un’attività indipendente, attrae liberi professionisti e amanti della Cultura da tutta la Sardegna. Si svolgono varie attività dalle riunioni private e pubbliche nelle varie sale attrezzate e arredate al meglio, ad incontri-aperitivo con la grafologa (dottoressa Elisa Peddis) che analizza la scrittura dei presenti mentre si degustano specialità sarde, si progettano mostre ed eventi legati all’ambiente e alla sostenibilità grazie all’intervento di tutte le figure presenti è nato il progetto S.E.G.N.I.  la prima esposizione del nord Sardegna sui temi della Sostenibilità, Enogastronomia, Gioco, Natura e Ingegno, ma in via Roma 105 si registrano le puntate di un programma web del regista Michele Gagliani che partirà a breve dal titolo Fai Così! dove si insegna ai bambini l’arte del riciclo creativo, insomma ne ho citato solo alcune ma potrei parlarvene per ore!

fashion mannequins, vector set
Quanto è importante nel vostro mestiere avere  uno spazio dedicato alla creatività?
Avere uno spazio dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e allo studio è alla base del lavoro dello scenografo e dei creativi in genere ma via Roma 105 offre oltre a tutto questo anche la possibilità di stare gomito a gomito con tante altre professionalità come registi, fotografi, architetti, webdesign e grafici, ognuno lavora autonomamente ai propri progetti ma spesso ci si ritrova a collaborare a progetti che diventano naturalmente comuni l’esempio più rappresentativo è quello che coinvolge i più colorati coworkers di via Roma 105 i circensi Nicola Virdis e Sara Barozzino una coppia nella vita e nel lavoro che hanno portato in Sardegna il Circomobile e che attraverso la ‘pedagogia del circo sociale’ realizzano progetti di inestimabile bellezza coinvolgendo attivamente molti dei coworkes.
 
 Il tuo ultimo lavoro ti vede impegnato nel laboratorio “I Fiori di Alice” un progetto dedicato alle donne svelaci come è nata l’idea e quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati con questo laboratorio…
 
I Fiori di Alice è un laboratorio di costume per lo spettacolo che si svolge proprio negli spazi di via Roma 105, è condotto da me, da Fabiola Pinna (docente di tecniche sartoriali e modellistica) e Rita Brandano (docente di figurino  di moda) assieme guidiamo le nostre dieci allieve alla progettazione e realizzazione del proprio costume di scena ispirato ai fiori e alla natura quella natura fantastica raccontata da Lewis Carroll nella sua opera letteraria del 1865 Alice nel paese delle Meraviglie. Il metodo che proponiamo nel laboratorio è un approccio di tipo artistico e sperimentale con uno sguardo alla sartoria dell’alta moda; si inizia con la ricerca iconografica, si ricercano immagini, si procede con la realizzazione dei bozzetti e del mood una raccolta delle immagini, dei bozzetti e dei colori scelti per la realizzazione del costume in fine si ricercano i materiali e si inizia a cucire e ad incollare. In dieci incontri ogni allieva realizzerà il proprio costume di scena che sarà presentato in occasione del Centro in Fiore a Sassari nei mesi primaverili e saranno indossati dalle meravigliose modelle capitanate da Leonarda Catta.
 I Fiori di Alice sono abbinati al progetto ‘via Roma delle Meraviglie’  che vede coinvolti i negozi aderenti all’iniziativa: Viale Tessuti, Proposte d’Interni delle sorelle Saju, Caffè Roma e Atelier Regina di Elisabetta Delogu, sono allestite le vetrine con il tema di Alice nel paese delle meraviglie e sono visibili fino al 25 Aprile.
Nel trasmettere l’elaborazione di un progetto scenografico a chi frequenta i tuoi corsi su quali valori e quali basi ti focalizzi?

Come ho già detto la mia vita è un susseguirsi di incontri fortunati che mi guidano nella strada, per la mia professione da scenografo devo molto all’incontro con la compagnia La Botte e il Cilindro (nel 2010 ) che andavo a vedere quando ero un bambino e che mi diede ad un mese dalla mia laurea l’opportunità di firmare il mio primo vero grande spettacolo: Lo Schiaccianoc; a Luisella Conti la costumista ed attrice della compagnia devo gran parte dei segreti che conosco, il suo gusto, le sue tecniche sono per me ciò che di più bello si possa immaginare in questo momento, se poi aggiungete la grande passione del regista Pier Paolo Conconi e di tutti gli altri membri attori della compagnia i risultati sono grandiosi! Con le mie allieve cerco di essere nel mio piccolo quello che questa grande compagnia è stata ed è per me una guida ferma e rispettosa.

 

 

lo spazio di Via Roma 105 FOTO DI LAURA FRANCESCONI

 
TUTTI GLI SCATTI IN ALLEGATO SONO DELLA FOTOGRAFA E COWORKERS LAURA FRANCESCONI
 
siti di riferimento 
sito via Roma 105: http://www.viaroma105.it/
facebook Laura Francesconi fotografa degli scatti inviati: https://www.facebook.com/laurafrancesconiphotographer?fref=ts
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