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Il vero significato della Pasqua: qual’è?

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».  Gli disse Tommaso:  «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?».  Gli disse Gesù:  «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo:  «Signore, mostraci il Padre e ci basta».  Gli rispose Gesù:  «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse»”(Gv 14,1-11).

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La Pasqua è la principale festa del cristianesimo, essa celebra la Resurrezione di Gesù che avvenne nel terzo giorno dalla sua morte. La Pasqua racchiude in sè tutto il mistero Cristiano: con la passione il Cristo si è immolato per l’uomo liberandolo dal peccato originale. Con la Resurrezione Gesù vince sul mondo e sulla morte: “Cristo morì per i nostri peccati, fu sepolto, ed è risuscitato il terzo giorno, secondo le scritture”  dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi. La Pasqua di Resurrezione cristiana è l’evento più importante e centrale dei vangeli, tutti gli apostoli raccontano l’episodio del sepolcro vuoto, quindi della Resurrezione di Gesù dopo il terzo giorno dalla morte.

La Pasqua è preceduta da un periodo di astinenza e di digiuno di 40 giorni chiamato quaresima che vede il suo culmine nella settimana precedente la Pasqua, la settimana Santa, periodo ricco di celebrazioni dedicate al silenzio e alla contemplazione.

Tutto inizia con la Domenica delle Palme che ricorda l’ingresso di Gesù in Gerusalemme dove fù accolto dalla folla che agitava in segno di saluto le foglie di palma e ulivo. Per questo motivo nelle chiese durante la Domenica delle Palme, vengono distribuiti i rametti di ulivo e palme benedette. Il suo significato è il segno della passione di Cristo.

Il vero significato della Pasqua qual’è?

Purtroppo per molti questa Santa ricorrenza ha perso il suo vero significato. Quando si pensa alla Pasqua si pensa al lungo periodo di vacanza che inizia il venerdì santo e si conclude il lunedì di pasquetta. Invece non è così! La Pasqua è la festa religiosa più importante dell’anno. Anche tra le varie religioni esistono vari punti di contatto sul significato profondo di questa festa. Ebrei, Ortodossi, Battisti, Cristiani e Cattolici, sono tutti concordi nel considerare la Pasqua come il culmine delle celebrazioni religiose di tutto l’anno. Per gli Ebrei rappresenta la miracolosa liberazione del popolo dalla schiavitù dell’Egitto. Per i Greci Ortodossi la Pasqua è il passaggio dall’antico al nuovo testamento, rappresenta il sacrificio di Cristo che attraverso  la morte ha permesso l’entrata in una nuova vita. Per i Battisti la Pasqua invece è l’espressione del pessimismo antropologico, ovvero gli uomini che non hanno risorse per essere salvati e necessitano del sacrificio del Figlio di Dio morto in croce. Per noi Cristiani i simboli sono tantissimi: l’acqua battesimale, le ceneri, gli oli, il cero pasquale, le palme e l’ulivo. Al di là dei simboli la Pasqua è legata alla morte e alla Resurrezione di Cristo. Per i Cristiani la Pasqua ricorda sopratutto che tramite la passione, Cristo si è immolato per l’uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura corrotta gli ha permesso di passare dai vizi alla virtù. Per i Cristiani, Cristo con la Resurrezione ha vinto satana e la morte, mostrando all’uomo il suo vero destino e cioè la Resurrezione nel giorno finale ma anche il risveglio alla vera vita.

“Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».  Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro:  «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».  Gesù disse:  «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno»”(Gv 6,51-58).

“Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando gia il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse:  «Signore, tu lavi i piedi a me?».  Rispose Gesù:  «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo».  Gli disse Simon Pietro:  «Non mi laverai mai i piedi!».  Gli rispose Gesù:  «Se non ti laverò, non avrai parte con me».  Gli disse Simon Pietro:  «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù:  «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse:  «Non tutti siete mondi». Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro:  «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica”(Gv 13,1-17).

«Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli». E Pietro gli disse:  «Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte».  Gli rispose:  «Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi».  Poi disse:  «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?».  Risposero:  «Nulla».  Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine». Ed essi dissero:  «Signore, ecco qui due spade».  Ma egli rispose  «Basta!».Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono”(Lc 22, 31-39).

“Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri”(Gv 15,9-17).

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“Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione. Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio”(Gv 15,18-27).

“E preso un calice, rese grazie e disse:  «Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio».  Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo:  «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me».  Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo:  «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi»(Lc 22,17-20).

 

 

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