Vhelade: la Regina del Jazz AfroSarda

RivistaDonna si è incontrata con Vhelade, una portentosa ed ispiratrice cantante Jazz di origine Afrosarda in occasione del suo concerto a Cagliari.

L’atmosfera e la location erano casual e rilassate, proprio come questa bellissima e giovane ragazza dalle tonalità ebano e dall’aspetto allegro e pieno di vita.

Abbiamo deciso di farci una chiacchierata insieme per scoprire un pò di più su questa talentuosa artista.

 

Dove nasce Vhelade e dove nasce la passione per una musica così sentimentale e vicina alle emozioni come il Jazz?

Nasco a  Milano da genitori africani e sardi, ho passato gran parte della mia vita in Sardegna e la passione per la musica nasce sopratutto dall’ispirazione datami dalla mia famiglia, mia madre essendo una DeeJay e mio padre un  musicista Rasta.

Sono cresciuta con loro, seguendoli in tour per il mondo.

Agli inizi non era un tipo di carriera che volevo intraprendere, perchè come sai la vita dell’artista pur essendo molto bella è piena di sacrifici; però poi ho capito di avere questa passione nel sangue e quasi non ne ho potuto fare a meno.

La mia carriera ha così inizio all’età di 15 anni.

Un primo piasno della bellissima Vhelade

 

Cosa ti ha convinto ad andare avanti pur avendo intrapreso una scelta non facile e come sei arrivata dove sei oggi?

Penso che il percorso della mia vita mi abbia convinto; passo dopo passo ho capito che quella era la mia strada e così iniziai a lavorare per il signor Chiambretti circa dieci anni fa  in tv ed essendo circondata da un’intensa energia, registrando ogni giorno, posso dire che è stato un sentiero  che si è formato “naturalmente” da solo.

Vhelade in concerto al B-Flat a Cagliari

 

Quale è stato il momento più bello della tua carriera fino ad oggi e quale quello più negativo o scoraggiante?

Il momento più bello di questa mia avventura penso debba ancora arrivare, nonostante ne abbia avuti tanti penso che il momento migliore sia quando ricevo un “feedback” da chi  mi ascolta, quando queste persone ragionano sui miei concetti e capiscono la  mia musica ed il messaggio che diffondo; mi emoziona sapere che ciò che sto dando con la musica è capito, apprezzato e ben ricevuto.

Il momento più brutto è stato quando cantavo agli inizi e non avevo ancora chiara la mia strada, e mi è stato proposto più volte di partecipare a dei talent show, ai quale sono contraria perche’ ritengo questi “spettacoli” siano la rovina della musica, un pò come violentare una forma d’arte così nobile e bella.

Per fortuna non ho mai partecipato ad uno di questi massacri.

La famiglia prima di tutto: Vhelade posa con la nonna Grazia, donna forte e dolcissima.

 

Come nasce una tua canzone?

Ogni canzone per me è come un figlio e nasce in modo diverso.

Alcune sono un pò più “programmate”, invece la maggior parte nasce da un’esperienza da me vissuta o da un episodio della mia vita o di quella di collro che mi stanno intorno, quali famiglia, amici e così via; sempre e comunque cercando di comunicare un concetto, emozioni e sensazioni attraverso la musica.

Dietro ogni canzone c’è l’esigenza di esprimere qualcosa, quasi un’urgenza, e più vado avanti più mi rendo conto che il mio messaggio è anche di protesta, poichè viviamo in un mondo al quale spesso sento di non appartenere.

I miei eroi sono coloro che tramite la musica, l’arte ed ogni forma di comunicazione hanno cercato di migliorare questo pianeta nel quale viviamo, spesso diventando martiri per la propria causa.

Il mio cantante preferito è Michael Jackson, al quale mi ispiro in tutto: messaggio, suono e stile.

E’ un amore incondizionato quello che ho per Jacko, che mi accompagna dalla nascita.

Nella mia scena mi ispiro a Sade, Miles Davis e a tutti i più grandi artisti jazz sia contemporanei che passati.

Inoltre ho un grande rispetto ed ammirazione per Lucio Battisti, che riusciva ad unire stile, concetto e musica per diffondere dei messaggi fantastici e talvolta di protesta.

Nel disco Afrosarda, IN USCITA IL  16 GIUGNO, abbiamo deciso di mettere una sola cover tra tanti brani originali, cover intitolata “Straniero“, nel quale si  chiede ad una persona di rimanere dove è, di guardarsi indietro e vedere quanta strada ha fatto, di non lasciare ancora una volta la propria terra.

Nell’ambito della protesta ci sono parecchi artisti ai quali mi ispiro, sia a chi ha avuto un approccio un pò più “soft” e rivolto all’amore come per esempio John Lennon, sia a chi ha voluto far svegliare le masse e prendere coscienza della situazione in maniera più “aggressiva” e talvolta “politica”.

Tra questi ultimi citiamo coloro che hanno fatto parte di movimenti civili come Malcolm X, Dr. Martin Luther King, Nelson Mandela, senza dimenticare artisti come Michael Jackson, George Michael, Amy Winehouse e tutti quelli che sono martiri della propria arte, colpevoli solo di avere un proprio pensiero e di voler “svegliare” le masse, che ancora fanno fatica spesso a comprendere il loro messaggio.

Tra questi non si può non citare Robert “Bob” Marley, Tupac Amaru Shakur, gli N.W.A. e tutti quei rapper e cantanti black dell’ Old School americana che cervcavano tramite la loro arte di far aprire gli occhi ai propri fans.

Questi citati ribadisco ancora  sono i miei eroi, molto più che semplici idoli.

 

Parlaci del tuo nuovo disco in uscita e della canzone AfroSarda.

La canzone sono io, e mi identifica al cento per cento.

In un paese dove tutti vogliono sapere da dove vengo, questa è anche una risposta alle loro domande, dove parlo del mio paese e delle mie origini miste, chiarendo quindi i miei natali; un pezzo dove descrivo tutto l’amore che provo per la mia terra, la Sardegna, tutta l’energia che mi trasmette e le belle sensazioni e momenti unici che provo quando sono nella mia isola.

Ho mischiato suoni e parole sia dello Zaire che della sardegna, raggiungendo un livello sonoro e lirico munico nel suo genere, capace di suscitare emozioni profonde.

Nel video sia i costumi che i luoghi sono molto ricercati esono quelli della mia infanzia, posti sia nell’entroterra che nelle nostre splendide coste.

Ho fatto anche una canzone chiamata “Oro Nero”, dove parlo dell’amore per l’Africa, specialmente lo Zaire, l’altra mia metà e rendo omaggio un questo modo ad entrambi i miei paesi, terre così lontane ma allo stesso tempo vicine, dai sapori e caratteri forti, dove io stessa faccio da ponte tra le due culture.

il Disco Afrosarda  è in uscita il  16 giugno distribuito da Believe e si può trovare sulle piattaforme digitali quali Itunes, Spotify, Google Play ed è il mio album di “debutto”.

L’amore è il messaggio principale di questo disco che ha in sè anche un pò di protesta e mischia suoni e strumenti più tradizionali a sonorità più moderne e vitali.

Si parla di tante cose, di cooperazione, di amore, di speranza, cercando di dae un messaggio positivo ed incoraggiare tutti noi a fare del bene al prossimo e non solo.

Tutto ciò è un viaggio nella mia anima e in ciò che sono e rappresento.

 

Vhelade è una giovane artista Jazz dall’animo libero, decisamente ribelle e che sa ciò che vuole.

La strada per il successo è gia avviata per questa giovane artista che ci regala nuove emozioni e ci svela un lato di noi stessi che forse non conoscevamo prima di ascoltare i suoi brani.

Vi incoraggiamo all’ascolto dei suoi pezzi e vi assicuriamo che dopo non sarete più gli stessi.

One Love!

Nalingiyo!

Emanuele Taìno Foddai

 

In basso i link per le pagine social e canale youtube di questa splendida artista

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Vhelade su Youtube

Vhelade su Instagram

 

 

 

 


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