Ignazio Maxia, originario di Gadoni è il primo sardo che lavora sul “Treno dei Re” Venice Simplon Orient Express

 

Fare un viaggio sulla Perla più luccicante della compagnia Belmond, il Venice Simplon Orient Express? E’ come entrare ovattati in una realtà parallela, che sa tanto di  leggenda. Di esser protagonisti di un sogno. Nell’immaginario collettivo è una di quelle esperienze che almeno una volta nella vita si vorrebbe fare. Pur nella consapevolezza che per la stragrande maggioranza delle persone, questo rimarrà una fantasia irrealizzabile.

Succede che per un giovane di Gadoni, Ignazio Maxia, quell’esperienza sia pressoché quotidiana. Ma andiamo per ordine. Ignazio, cresciuto nei colori armonici della sua Barbagia sino ai 14 anni, ha assimilato dai suoi genitori il dilettare e la passione di stare a contatto con le persone grazie all’attività di commercianti ambulanti che tuttora conducono.

“Babbo e mamma hanno sempre venduto torrone alle feste di paese. E’ sempre stato un girovagare nelle località intorno a Gadoni che è anche il paese di mamma. Babbo è originario di Aritzo”.

La prima sterzata esistenziale per Ignazio si è creata al termine delle scuole dell’obbligo. Le prospettive occupazionali in Sardegna le conosciamo tutti ed è inutile ora divagare. Complice la sorella maggiore Claudia, da poco trasferitasi in Piemonte, Ignazio decise di divenire un “precoce emigrato”.

“Avevo scelto di fare il salto verso il Continente anche per frequentare l’Istituto che più mi stava a cuore, ovvero l’Alberghiero. Così nel biellese frequentai lo “Zegna” di Trivero per poi spostarmi dal secondo anno sino al diploma all’Alberghiero “Pastore” di Varallo Sesia in provincia di Vercelli.”

Anni di matura crescita interiore per Ignazio Maxia, distante dagli affetti più stretti in un mondo quasi anonimo. Ma la determinazione e la caparbietà di prefiggersi degli obiettivi, sempre ben impressi nella sua mente, hanno tenacemente fatto da conduttore alla sua quotidianità.

“Dovevo a tutti i costi congegnare un futuro. Avevo dei progetti in mente e dovevo perseguirli. Lo dovevo a me stesso e alla mia famiglia lontana”.

Ignazio Maxia conosceva il significato del termine emigrare. Componenti della sua famiglia avevano già lasciato Gadoni per raggiungere l’Olanda. Come Il padrino di cresima Gino Agus e lo zio Mario Agus, conoscenza in comune, che nell’emigrazione sarda organizzata è sempre stato una colonna portante nei Paesi Bassi.

“Quando sei adolescente, ami viaggiare con la fantasia. E questa ti porta a spaziare nel mondo ponderando a come sarebbe stato bello vivere in un luogo piuttosto che in un altro. In realtà certamente più grandi rispetto al proprio microcosmo barbaricino. Ed è stata la spinta propulsiva che nella mia testa ha prevalso per non soffrire troppo di nostalgia. La mia famiglia mi ha sempre assecondato nelle scelte. E di questo sarò loro eternamente grato. Sapevo che in silenzio si affliggevano per la lontananza dei figli”.

Dopo il diploma, Ignazio a 19 anni perviene in Inghilterra. Londra non rassomigliava proprio ne a Gadoni e tanto meno a Varallo Sesia, ma l’abnegazione e l’ambizione di raggiungere gli obiettivi, ed in questo caso era d’imparare una lingua, fondamentale per sentirsi cittadino dell’ universo ed avere la possibilità di spaziare nel mondo del lavoro, hanno avuto la meglio.

“Per diverso tempo ho fatto la Stagione come cameriere. Nel nord Italia in località come Courmayeur e Madonna di Campiglio. E le estati in Sardegna tra cui il rinomato e prestigioso Hotel Cervo di Porto Cervo in Costa Smeralda. Poi si è concretizzata l’opportunità di andare a Dublino dove ho perfezionato il mio inglese. Poi è arrivato il tempo di lavorare in in Svizzera in una struttura di vecchia scuola   a cui devo gran parte della mia formazione in ospitalità  il  Gsaad Palace.

L’ultima Stagione estiva in Sardegna è stata quella del 2009. Poi la svolta risolutiva per Ignazio.

“E’ stata un ex collega con grande esperienza lavorativa che mi ha introdotto nella ‘Brigata di Sala  del Re dei Treni o il Treno dei Re ovvero il “ Venice Simplon Orient Express”.

Proferire del Venice Simplon Orient  Express e la memoria corre istantaneamente all’inossidabile Hercule Poirot che nelle pagine di Agatha Christie si dipana tra gli indizi di un misterioso assassinio su quel treno inanellando uno dei suoi più brillanti successi investigativi. E’sempre tra i vagoni dell’Orient Express che si consuma il duello tra il James Bond impersonato da Sean Connery ed una spia nemica in From Russia with love (1963). La denominazione originaria del più celebre treno del mondo, dapprima congiungeva Parigi a Vienna, era quella di Express d’Orient e solo nel 1891 fu convertita nella dicitura attuale. La rotta successiva presumeva che dalla parigina Gare de l’Est ci si dirigesse fino in Romania, a Gurgiu, passando per Monaco e Vienna. Giunti a destinazione si riusciva poi, con una combinazione di successivi treni e traghetti, a guadare il Danubio ormeggiando fino alla Bulgaria, con l’ulteriore chance di spingersi fino a Istanbul, che diverrà in seguito il capolinea ufficiale a partire dal quale si sarebbe potuto, volendo, attraversare il Bosforo. Dopo la sospensione del servizio durante gli anni della Prima guerra mondiale, l’inaugurazione del tunnel Simplon nel 1919 consentì di includere nel percorso anche le rotte meridionali che passavano attraverso Milano, Venezia e Trieste. Il Venice Simplon-Orient-Express viaggia verso alcune delle magnifiche città d’Europa. L’itinerario classico attraversa l’Europa durante la notte tra Londra e Venezia, imbattendo scenari mozzafiato attraverso la Francia e la Svizzera. Il viaggio può anche essere più breve, da Londra o Venezia a Parigi. Durante l’anno, altri itinerari includono destinazioni imperdibili come Budapest, Istanbul, Praga, Vienna e Berlino.

“Ho lasciato il lavoro stagionale dopo sette anni. Ho mollato tutto: amici e colleghi con destinazione Venezia. Mi apprestavo a sostenere il primo viaggio sul Venice Simplon Orient Express. Il primo sardo a lavorare sull’Orient Express”. 

Ignazio ha cominciato a percorrere l’Europa sul treno come cameriere. Un periodo tremendo e ‘sotto osservazione’ dove il minimo errore poteva essergli fatale.

“I movimenti del treno spesso sono imprevedibili. Dovevo stare attento a tutto. Ai piatti da non rovesciare come ai bicchieri di vino. Non era permesso sporcare la tovaglia nemmeno con una goccia.”

Intanto il tempo scorreva e Ignazio acquisiva dimestichezza con il lavoro. E il ruolo sul treno era sempre più considerevole, di responsabilità: due anni come cameriere (Chef de rang), poi tre anni come capo carrozza. Altri due come primo assistente del Maitre. Anni duri di grande impegno professionale e di una dedizione unica. Un progresso personale e di squadra che lo ha portato a conseguire grandissimi risultati.

“Oggi sono capo barman sul treno. E di questo ne vado molto fiero. Viaggiare sull’Orient Express è come tornare indietro nel tempo. Ogni particolare non è lasciato al caso. Dettagli che lasciano senza fiato“.

Il Venice Simplon-Orient-Express è un’esperienza di viaggio esclusiva. Le carrozze risalgono agli anni ’20 e ’30, accuratamente restaurate riabilitando la loro lucentezza originale, per ricreare una delle migliori sperimentazioni di lusso che il mondo abbia mai conosciuto. Durante il giorno, le cabine doppie sono configurate come un salotto con divano a panca, poggiapiedi, tavolino e mobile con lavandino. Di notte, diventano un’accogliente camera da letto con un letto superiore e un letto inferiore. L’eccellente cucina europea viene preparata da un team esperto. Gli ingredienti freschi vengono caricati a bordo lungo il tragitto. Ci sono tre carrozze ristorante degli anni ’20 sapientemente ricostruite. La Côte d’Azur, con i suoi pannelli in vetro di Lalique, la Etoile du Nord con i suoi eleganti intarsi, e L’Oriental, decorata in lacca nera. Nel cuore  del treno, l’elegante Carrozza Bar offre un ambiente accogliente nel quale rilassarsi magari con il primo Signature Cocktail  del Head Barman Ignazio Maxia  il “Belmond Zest”

“Mi piace affermare e ricordare ai giovani che lasciano la Sardegna in cerca di occupazione, di impegnarsi continuamente e pensare ad ogni circostanza come ad una esperienza da fare. Non ponderare solo il guadagno. Le gratificazioni anche economiche sopraggiungeranno di conseguenza.”

Ignazio Maxia con la Sardegna nel cuore ha ora la residenza in provincia di Venezia.

“Sull’Orient Express ho conosciuto la mia compagna Beliza Wendy, di origini peruviane, cresciuta in Italia. E’ successo in una giornata di settembre quando in stazione a Venezia facendo il boarding dei clienti, l’ho notata e mi ha subito colpito. Ci sposeremo il prossimo 6 agosto e poi faremo festa anche a GadoniInsieme abbiamo già una figlia bellissima, Norah, che ha quasi tre anni. Sarà lei a portare le fedi all’altare”.

E’ la chiusura migliore per questo articolo. Una bella storia di un ragazzo che con tenacia ha scritto il suo futuro, coronandolo anche con l’amore: per la sua terra, per il lavoro e per la famiglia che ha già cominciato a realizzare.

Massimiliano Perlato


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