Teatro del Segno TEATRO SENZA QUARTIERE per un quartiere senza teatro CARTOONS in carne ed ossa#1

Ts’E / Teatro Sant’Eusebio – via Quintino Sella – Is Mirrionis – CAGLIARI

dal 14-15 ottobre 2017 fino a maggio 2018

Serenella Converti e l’arte di diventare “CARTOONS in carne ed ossa#1”: con la full immersion di sabato 14 e domenica 15 ottobre dalle 11 alle 17 al Ts’E / Teatro Sant’Eusebio di via Quintino Sella, nel cuore di Is Mirrionis a Cagliari, prenderà il via ilLaboratorio Permanente di Gioco Teatrale a cura dell’eclettica artista, diplomata alla Scuola Internazionale di Clown di Roma e perfezionatasi a Parigi con il master “Du tragique au comique” all’Ecole Internationale de Théâtre Jacques Lecoq, con all’attivo un’intensa carriera tra teatro e cinema.

La vulcanica performer, autrice e regista, nonché coach e psicologa, creatrice de La signorina Tina, personaggio surreale e decisamente “politically incorrect” con le sue imprevedibili incursioni urbane – la scorsa estate anche per le vie e le piazze di Cagliari – e le irridenti provocazioni in forma di manifesti e sketches cinematografici, proporrà un percorso divertente e coinvolgente nell’universo dei “cartoni animati” nell’ambito del progetto pluriennale “Teatro Senza Quartiere/ per un quartiere senza teatro”firmato Teatro del Segno.

Nell’era del Cosplay e dopo films come “The Congress” e “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” (per non parlare di “Volere Volare” e“Fuga dal mondo dei sogni” e l’anime di “Kill Bill”) – e l’otaku nascosto di “Spanker Machine” di LucidoSottile, l’intreccio tra realtà e immaginazione offre ulteriori spunti sul piano dell’interpretazione con la libertà di attraversare diversi registri, generi e stili facendo interagire attori e personaggi disegnati.

CARTOONS in carne ed ossa” a cura di Serenella Converti alias La signorina Tina è un viaggio nel variegato modo dei films d’animazione e dei fumetti, in cui l’immediatezza e la comprensibilità dell’azione, l’uso di suoni onomatopeici come di una espressività facciale e una gestualità il più possibile universali – come nella clownerie – forniscono una sintesi folgorante di emozioni e stati d’animo. In fondo – ricorda l’artista – «I supereroi più famosi, con la loro trasformazione scenica degli spazi, gli impulsi vitali e frenetici, il gesto pulito, non sono altro che la trasposizione futuribile e caricaturale degli eroi tragici e dei “tipi fissi” nella tradizione della commedia dell’arte».

L’invenzione di figure dai caratteri ben definiti, spesso grotteschi, umani e “bestiali”, ma perfettamente identificabili e riconoscibili, cui attribuire ogni sorta di (dis)avventure ha portato alla elaborazione di un vero e proprio codice narrativo, con le sue regole e convenzioni, di volta in volta modificabili, con i processi di identificazione e differenziazione su cui si fonda l’intera tradizione teatrale – orientale e occidentale. I personaggi dei cartoons e delle graphic novels rappresentano dei moderni archetipi, capaci a loro volta di incarnare tutti gli aspetti dell’esistenza, dall’ironia al dramma, e forniscono a loro volta dei modelli cui rifarsi in un’osmosi tra verità e fantasia.

Nel corso di quattro sessioni di lavoro – da ottobre a maggio, con cadenza bimestrale – i partecipanti potranno approfondire vari elementi della pantomima fumettistica, del linguaggio dei gesti e delle sonorizzazzioni onomatopeiche, analizzando i tempi comici e la costruzione di una gag, la forme caricaturali e la distinzione tra “buoni” e “cattivi”, fino a comprendere la “meccanica” – o se si preferisce l’anima – di un personaggio. Focus sui cartoons della Disney e Pixar – per unire l’utile e il dilettevole – e sull’utilizzo della voce, o meglio delle “voci”, fino alla creazione del proprio personaggio, del proprio personale “cartoon in carne ed ossa”.

CARTOONS in carne ed ossa” – per attori e allievi attori ovvero principianti e curiosi: il laboratorio integrato, pensato per mettere in luce e sviluppare capacità e attitudini differenti e fomentare talenti nascosti attraverso stimoli e esercizi corali e individuali calibrati sulle possibilità di ciascuno, si fonda sul fascino e la forza comunicativa dei cartoni animati e dei fumetti per offrire un approccio insolito e trasversale all’arte dell’interpretazione con particolare attenzione ai meccanismi della comicità. Il gioco – come strumento di apprendimento, basilare fin dall’infanzia – costituisce la chiave di volta di un itinerario di studio fondato sull’assioma che divertendosi si impara – e si vive – meglio e di più.

L’etimologia dell’inglese “to play” e “jouer” in francese sono emblematiche nel definire quel gioco dei bambini di reinventarsi per “diventare un altro” e dello sdoppiamento tra interprete e personaggio, che è insieme immedesimazione e straniamento, coscienza interiore ed esteriore, espressione e esperienza delle emozioni, controllo e perdita. La metamorfosi da essere “reale” a “irreale” – come per il Pinocchio di Collodi – nell’imitazione dei fumetti e dei cartoons moltiplica gli specchi, e offre ulteriori possibilità di travestimento per arrivare al fine ultimo del teatro, che è lo svelamento della “verità” attraverso l’artificio – con la leggerezza, la serietà e la libertà dell’infanzia.

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Il progetto “Teatro Senza Quartiere/ per un quartiere senza teatro” a cura del Teatro del Segno è stato ideato e diretto dall’attore e regista Stefano Ledda e realizzato con il patrocinio e il sostegno della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari (in collaborazione con la Parrocchia di Sant’Eusebio, l’Accademia Internazionale della Luce, l’AIDI/ Società Italiana di Illuminazione, il Teatro Tages, il CeDAC Luna Scarlatta).


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