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Quando gli occhi parlano in silenzio, così ti seduco con uno sguardo

Lo sguardo è un discorso fatto in silenzio. Niente di più vero nel gioco della seduzione: il primo segnale di attenzione e di interesse reciproco è stabilire un iniziale contatto oculare. Il sistema visivo è il sistema sensoriale più sviluppato nella specie umana e ha un valore primario nei nostri incontri con gli altri, poiché ciascuno di noi è molto sensibile allo sguardo altrui, anche se di durata molto breve.

<Lo sguardo è un gioco complesso e sottile per capire lo stato d’animo e per cogliere le intenzioni degli altri. Occorre che, per essere efficace, il seduttore abbia una regia articolata ditale gioco>, spiega Anna Bosetti, esperta di comunicazione non verbale,  autrice di uno studio sulla seduzione per conto dell’Università di Milano. La sua ricerca parte dall’osservazione che le donne dilatano in modo significativo la pupilla come reazione a uno sguardo diretto, mentre non hanno questa reazione nel caso di uno sguardo deviato. la tendenza è quella di abbassare lo sguardo in segno quasi di difesa. Assai più degli uomini, esse sono quindi sensibili e attente ai segnali sociali  potenzialmente affettivi.

Nella seduzione, se all’inizio il seduttore fa ricorso a uno sguardo fisso e insistente, esso può apparire minaccioso, autoritario e invadente, oppure fastidioso e irritante. Una volta avviato il gioco di sguardi fra il seduttore e il partner, si giunge in tempi abbastanza rapidi allo sguardo reciproco.

Quando la seduzione giunge a uno stadio più avanzato e fra i partner si è creato un legame di intimità, lo sguardo reciproco diventa assai più prolungato e duraturo. È uno sguardo diretto, ravvicinato e prolungato, sentito come né invadente né dominante, in grado di aumentare la partecipazione affettiva reciproca fra i partner.

Gli uomini sono particolarmente attratti dalle donne con pupille largamente dilatate, mentre le donne preferiscono gli uomini con pupille mediamente dilatate. Questo dato è stato interpretato come segnale di maggiore cautela da parte delle donne nel lasciarsi attrarre dagli uomini.

Un bel volto, sia esso femminile o maschile, è certamente attraente ma non per questo seduttivo. Se rimane statico e fermo, invia un segnale di mancanza di interesse verso l’altro. Per diventare seduttivo, il volto deve essere espressivo e mobile, in grado di manifestare il proprio desiderio e attenzione per il partner.

I movimenti del volto costituiscono un sistema primario nella comunicazione umana (e non solo umana). Essi servono per manifestare certi stati mentali del soggetto (come certezza, dubbio, confusione ecc.), le esperienze emotive e gli atteggiamenti interpersonali di attrazione, di distanziamento o di indifferenza.

Questa enorme potenza comunicativa del volto umano viene giocata appieno nella seduzione. In particolare, da alcune ricerche è emerso che il seduttore fa ricorso a una mimica facciale attenuata, in grado di manifestare affiliazione, accondiscendenza e sottomissione il partner, trasmesse però in modo regolare e costante.

Esistono, tuttavia, alcune espressioni facciali ritenute emblematiche della seduzione. Esiste anche un tipo specifico di sorriso per la seduzione. Si tratta del cosiddetto sorriso timido: è uno appena accennato, con la testa inclinata da un lato, leggermente piegata in avanti. Spesso tale sorriso è accompagnato da uno sguardo fugace. Siamo in presenza di un sorriso allusivo perché da un lato manifesta un atteggiamento di interesse e di attrazione verso l’altro, senza peraltro essere invadente o insistente e, dall’altro, esprime uno stato d’animo di riservatezza e di timore. E una proposta che tocca al partner saper cogliere sviluppare.

Un’altra espressione caratteristica nello scambio seduttivo è il «movimento all’indietro dei capelli». Tale movimento inizia con una lieve inclinazione del capo seguita da un innalzamento del mento verso l’alto. La mano accompagna i capelli e la testa si muove all’indietro, mentre lo sguardo è diretto in modo laterale. In un movimento che serve a sottolineare la bellezza del proprio volto, ad attirare l’attenzione del partner e a segnalargli il proprio interesse per lui. E’ un linguaggio istintivo, un codice non scritto che trasmette un messaggio di disponibilità.  Al potenziale partner non resta che fare il primo passo.

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