I diritti degli uomini: la ricerca di equilibrio

In sede di separazione e divorzio, è bene si sappia quali siano i diritti di cui sono titolari i mariti ed i padri.

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Vorrei, dunque, sfatare il ‘mito’ che l’intervento del ‘legale’ in questa sede sia privo di obiettività di giudizio.

Tale obiettività di giudizio consentirà una lucida e trasparente analisi, governata da bilanciato equilibrio.

È in questa direzione che ci si soffermerà sui diritti di mariti e padri nella separazione e nel divorzio, fenomeni ormai diffusi, sintomatici di una situazione patologica che si verifica in una coppia anche e soprattutto in presenza di figli.

È un pregiudizio che deve essere smentito quello in base al quale, in caso di separazione e divorzio, la legge tuteli esclusivamente le donne.

Se, infatti, la Suprema Corte di Cassazione ha accordato priorità alle donne, preferendole nel ruolo di crescita dei figli o nell’assegnazione della casa familiare, lo ha fatto nel chiaro intento di riequilibrare una condizione sociale e lavorativa obiettivamente svantaggiosa e più debole rispetto a quella del marito. Vi è da precisare che il fatto che alla madre affidataria venga assegnata la casa coniugale scaturisce dall’esigenza di salvaguardare l’interesse dei figli, costretti a subire incolpevoli l’evento traumatico della separazione.

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Quali sono i diritti spettanti ai mariti ed ai padri in sede di separazione e divorzio? Innanzitutto, pur non risuonando usuale, anche per l’uomo, al pari della donna, è previsto od è astrattamente prevedibile il diritto al mantenimento nell’ipotesi di separazione sia al fine di consentirgli di mantenere lo stesso tenore di vita sia al di fine di garantirgli una certa autosufficienza economica.

È, inoltre, consentito – nell’ipotesi in cui in capo all’uomo sorga l’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento o di divorzio – se intervengono modifiche peggiorative della situazione economica, lavorativa o di salute, chiederne la riduzione. Tale possibilità è riconosciuta all’uomo anche nell’ipotesi in cui la ormai ex moglie intraprenda una relazione caratterizzata da una stabile convivenza con un nuovo compagno.

Un ulteriore diritto che potrà essere rivendicato dal marito è quello alla casa familiare nelle specifiche ipotesi in cui l’immobile sia di sua proprietà e non ci siano figli bisognosi di un’abitazione in cui crescere o nell’ipotesi in cui, benché l’immobile non sia di sua proprietà, egli risulti essere affidatario esclusivo della prole, in quanto la madre è stata ritenuta dal giudice soggetto pericoloso o effettivamente incapace di prendersi cura dei figli.

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Tra i diritti, merita di essere segnalato – senza alcuna pretesa di esaustività – il diritto di visita dei figli, in conformità agli accordi intervenuti con la moglie o in base a quanto stabilito dal giudice; ancora, il diritto di decidere su questioni che riguardano i figli, i diritti successori ed il diritto, in particolari ipotesi, all’ottenimento della pensione di reversibilità.

Deve, dunque, riconoscersi un equilibrio di posizioni giuridiche tra i due soggetti coinvolti nella separazione e nel divorzio sia nei rapporti reciproci sia nei rapporti con i figli, nei confronti dei quali i genitori dovranno porsi in una posizione di equidistanza.

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Avv. Roberto Pusceddu

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