Aridità e Asma: uno studio conferma la correlazione

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E’ stato condotto uno studio dai ricercatori degli Istituti Ismar, Isac e Irib del Cnr che ha simostrato una connessione tra il clima, in particolare con le fluttuazioni dell’aridità ed il tasso di mortalità per l’asma negli Stati Uniti.

Ciò potrebbe aprire nuove porte per altre ricerche su altri tipi di malattie anche in paesi diversi.

Tutto ciò serve per prevenire sanni alla salute che sono connessi alla variabilità climatica.

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Area desertica del Parco Nazionale del Joshua Tree, sud-est California. Autore foto: Antonello Provenzale, direttore Istituto di geoscienze e georisorse del Cnr

Ne ha preso coscienza tutto il mondo che il clima sta cambiando.

Le temperature medie aumentano, e sono sempre puià frequenti i fenomeni metereologici di natura estrema, come le ondate di calore, la siccità e ad esso annesse conseguenze di aridità.

La popolazione mondiale dovrà adattarsi ad un ambiente molto diverso da quello che conosciamo oggi, e la sanità avrà un ruolo importante in tutto ciò.

L’ipotesi che ci sia cun collegamento tra l’aridità climatica ed il tasso di mortalità per asma negli Stati Uniti è stata lanciata dal team del Consiglio nazionale delle ricerche che riunisce ricercatori dell’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar), Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Cnr-Irib) e Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac).

Inoltre questa ricerca sul collegamento tra climatologia e patologie respiratorie è stata pubblicata su Scientific Reports del gruppo Nature.

Il clima della Terra, è andato incontro, nel corso del tempo, a numerosi e intensi cambiamenti: alcuni legati a cicli di lungo periodo, di decine di migliaia di anni, dovuti a fenomeni di carattere astronomico come le variazioni dell’orbita della Terra attorno al Sole e/o dell’inclinazione dell’asse terrestre, altri su periodi più brevi, anche inferiori a 100 anni, a seguito di variazioni nell’emissione della radiazione solare, oscillazioni della circolazione oceanica e/o atmosferica, etc.

Ricorda Sergio Bonomo, ricercatore Cnr-Ismar.

A partire dalla rivoluzione industriale, a questi fattori si è aggiunta l’attività umana, che soprattutto con l’incremento della concentrazione di gas ad effetto serra sta determinando un aumento della temperatura e un’intensificazione degli eventi estremi quali periodi siccitosi e di aridità.

Grazie a questo interesse sugli eventi riguardanti l’aridità climatica globale, il team ha rilasciato alcune ipotesi nel 2016 durante il progetto NextData coordinato dal Cnr.

Che le oscillazioni cicliche dell’aridità riconosciute negli ultimi secoli della storia climatica del Mediterraneo, fossero anche osservabili nei tassi di mortalità per asma, ipotizzando così una correlazione tra condizioni di aridità e tassi di mortalità per asma

Prosegue Bonomo.

Quindi si vuole confermare questa ipotesi così da studiare accuratamente i tassi di mortalità per asma suddivisi in età, genere ed etnia che gli Stati Uniti mettono a disposizione del pubblico sin dal 1950. 

L’asma è una delle più diffuse malattie respiratorie croniche a livello globale, con un preoccupante aumento di prevalenza sia nella popolazione generale sia nei bambini, in Italia e nel mondo

Afferma il ricercatore.

Negli Usa, in particolare, è una delle malattie più comuni, che colpisce circa 20 milioni di persone ed è responsabile di oltre 5.000 decessi l’anno, con un notevole impatto in termini di costi socio-sanitari. Recenti studi hanno dimostrato che gli adulti hanno una probabilità di morire per asma circa 4 volte maggiore rispetto ai bambini, sebbene dal 1980 al 1998 i tassi di mortalità per asma infantile siano aumentati del 3,4% l’anno.

Negli Stati Uniti la variazione di aridità sono state studiate grazie a due indici climatici impontanti che monitorano le variazioni della temperatura degli Oceani, Atlantico che Pacifico, e sono l’Atlantic Multidecadal Oscillation (AMO) ed il Pacific Decadal Oscillation (PDO)

Per verificare l’esistenza di una correlazione tra AMO, PDO e i tassi di mortalità per asma dal 1950 al 2015, sono state analizzate le oscillazioni periodiche delle serie temporali in esame. Ne è emerso che i tassi di mortalità per asma di quattro diversi gruppi di età (5-14 anni, 15-24 anni, 25-34 anni, 35-44 anni) registrano e condividono lo stesso schema di fluttuazioni dell’indice climatico AMO, con periodicità media di 44 anni.

I ricercatori del Cnr in base alle ipotesi applicate negli Stati Uniti, attuerà una ricerca nel Mediterraneo, studiando i dati dell’asma e di altre patologie.

Grazie al progetto NextData, il Cnr ha in mano numerosi parametri climatici degli ultimi millenni che sono stati ricavati da delle carote estratte dai sedimenti marini.

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