Dal mirto sardo una collezione di abiti

Nel 2020 sarà presentata la nuova collezione della stilista Antonella Fini

Le paschmine saranno presentate nei prossimi eventi targati Mirto’

Dalla pashmina a un’intera collezione sotto il segno del mirto sardo.

La stilista Antonella Fini annuncia la prossima raccolta di abiti che avranno il colore della bacca tipica del paesaggio isolano. 

Frutto di una ricerca costante l’idea sull’uso delle erbe per colorare le stoffe,  l’idea è nata in seguito alla collaborazione con Mirtò, il festival internazionale dedicato al mirto di Sardegna. Tant’è che la presentazione ufficiale delle prime sciarpe colorate avverrà in esclusiva durante gli eventi natalizi targati Mirtò, a dicembre.

«Lo studio delle erbe tintorie, l’ambiente sempre più inquinato e la curiosità mi hanno spinto a fare i primi esperimenti. Abbiamo necessità di tornare alle origini», racconta la stilista di Porto Torres. «La magia delle piante ti fa estraniare dal mondo attuale e ti catapulta in una nuova dimensione».

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Le prime sciarpe sono state realizzate in seta, colorate con il mirto e decorate con metodo  shibori: «E’ una antica tecnica giapponese che consiste nel legare il tessuto o manipolarlo immergendolo poi nel colore per ottenere disegni astratti».

Antonella Fini ha personalizzato la tecnica applicandola alle erbe: «Tra queste il mirtillo, la robbia e la curcuma che ho utilizzato nelle mie esperienze con le stampe vegetali. Il trionfo dell’eucalipto gerani ortensie e l’edera sono una vera magia. Ma il mio chiodo fisso era sua Maestà il Mirto. È cosi che ho unito le due tecniche ed il risultato è stato fantastico». Per Antonella, la scelta del mirto per decorare le sciarpe non è casuale. Si rifà ad una credenza dell’antichità dove la pianta veniva considerata di buon auspicio.

La stilista turritana ha all’attivo numerose sfilate di moda. Tra le più importanti quella del Gran Ballo delle debuttanti di Stresa e dello scorso anno ad Ostia.

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La stilista Antonella Fini con Rosa Maria Pascale, alcune pazienti oncologiche ed alcune ricercatrici

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