Madame Bovary: donna sognatrice dalla personalità contradditoria

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Romanzo di Gustave Flaubert pubblicato nel 1856. Esso narra la storia di Emma in Bovary, figlia di un povero contadino, che si sposa con il giovane medico vedovo, Charles Bovary. Charles è quello che si può definire un uomo di ingegno mediocre e mediocri aspettative, ma non per questo prive di una loro dignità. Egli fa parte di quella turba di esseri umani priva di grande intelligenza, senza grandi aspettative ma solerte nel loro piccolo impiego ed estremamente costanti nel dispensare il loro affetto, istintivo ed irriflesso ma genuino. Egli, infatti, non è uno studente brillante, né una personalità di spicco, come si vede sin da subito. Successivamente, da ragazzo, studia alla facoltà di medicina, grazie al sostegno economico dei genitori. Dopo una breve battuta d’arresto, dovuta ad un momentaneo abbandono dell’attenzione agli studi, Charles diviene dottore in Medicina, utilizzando uno di quei sistemi che, a quanto pare, è sempre stato utilizzato e favorito: “Charles si rimise subito al lavoro e si preparò, senza perder tempo, all’esame, imparando a memoria tutte le risposte. Ottenne la promozione con una discreta media”.[1] Da principio, egli s’avvia al lavoro nel suo piccolo paese di campagna e si sposa con la signora Dubuc, la quale, da principio, sembra una buona signora, ma, ben presto, finisce per tiranneggiare il debole Charles e fargli fare ogni cosa a suo piacimento. Grazie a questi sistemi, diviene quasi antipatica allo stesso Charles, giacché, d’altronde, egli è totalmente incapace di provare forti e costanti emozioni negative, da uomo rinunciatario quale è. La situazione peggiora quando lei bisticcia con i suoceri. In fine, muore. In fondo, nessuno la rimpiangerà ma Charles rimane addolorato per la sua scomparsa fino a che non incomincia a frequentare più assiduamente la casa di un buon contadino al quale aveva curato brillantemente la gamba, il signor Rouault. Costui, infatti, lo convince a tornare più spesso: Beh, piano piano, un giorno dietro l’altro, una primavera dopo un autunno, un autunno appresso a un’estate, tutto ha preso a scorrer via, briciola a briciola, filo dopo filo, se n’è andato, si è allontanato, o meglio, è diminuito, perché resta sempre qualcosa in fondo, come potrei spiegare… un peso sul cuore. Ma dal momento che è il nostro destino, non bisogna lasciarsi andare e, perché gli altri sono morti, desiderare di morire… E’ necessario che lei si scuota, signor Bovary; passerà anche questo! Venga a trovarci; mia figlia la ricorda spesso, sa? E dice che lei l’ha dimenticata. Tornerà presto la primavera, venga a sparare qualche fucilata ai conigli nella Garenna, per distrarsi un po’. Charles, dapprincipio, non sembra avere particolare attenzione per la figlia, Emma, per i suoi bei capelli neri e occhi penetranti, dalla pelle chiara e dai modi delicati. Eppure, scopre in se stesso una strano interesse per la casa del signor Rouault, e non solo per la pur dilettevole presenza del buon contadino. Ben presto, sia Rouault che Charles si accorgono che il matrimonio è una cosa vantaggiosa per entrambi: Charles, ormai, è preso dalla bellezza di Emma e Rouault, facendosi due conti in tasca, si rende conto che da questo matrimonio c’è solo da guadagnare. Emma accetta di buon grado l’amore di Charles e, così, si sposano. Al principio, la loro storia fluisce via con il tempo ben speso, fino a quando Emma e Charles vengono invitati ad un ballo dell’alta aristocrazia locale momento nel quale Emma scopre l’esistenza d’un altro mondo, per lei inaccessibile, che ha in sé ogni virtù, fatta di balli, sorrisi, bella gente e tante belle amenità ricche di lusso, le uniche, a quanto pare, capaci di riscattare la vita dalla mediocrità. Emma, infatti, già infarcita di idee piuttosto vaghe ma potenti sui modi di vivere delle dame e dei cavalieri, per la verità, il modo degno di vivere, è molto sensibile al fascino dell’apparenza e della sostanza di una vita di cui può solo immaginare i grandi vantaggi. Tutto questo si era radicato in lei sin dai tempi del suo soggiorno giovanile al convento: Tutto ciò viene rinsaldato dalla mediocrità del suo uomo di cui, ormai, è ben consapevole: Charles non riesce a capirla con la mente e la può adorare come si può venerare un Dio potente ma del tutto incomprensibile. Il fatto stesso che Charles non sembra essere degno del suo affetto la indispone nei suoi confronti, e nonostante il marito le tributi tutto l’amore puro di cui un uomo può disporre e dimostrare di avere, ciò la indispettisce ancora di più. Inoltre, presa ormai dalla sensazioni di solitudine, dovuta alla perpetua permanenza in casa, alle letture sempre più assidue di libri di svago, matura l’idea di lasciare il piccolo paesino di campagna. In certi momenti, si sentiva talmente sola che voleva confessare i propri interessi e pensieri più intimi a Charles ma poi finiva a farle al piccolo cane, bisognosa, com’era, di avere una qualunque compagnia.

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Costantino Mazzanobile