Intervista a Masha e l’arte del fuoco

Incontriamo l’artista che della passione personale ne ha fatto una filosofia di vita. Produttrice di spettacoli unici e suggestivi. Domatrice del fuoco, Masha, all’anagrafe Bozhko Mariia, sceglie la Sardegna, la terra degli elementi naturali per eccellenza: libertà, forza e creatività. Questa forma artistica unisce arte, cultura, mente, corpo e libertà.

Come nasce la passione per il fuoco?

Ho conosciuto l’arte del fire show grazie a un amico, in Ucraina. Lui stesso mi ha dato le basi per imparare.

Quanta adrenalina c’è prima di ogni spettacolo?

L’adrenalina è sempre tanta così come la voglia di far divertire ed emozionare il pubblico. Io sono una perfezionista e ci tengo che ogni cosa che porto in scena sia presentata in maniera eccellente.

 

La paura e la voglia di dominare… quale prevale?

Sicuramente la voglia di dominare la paura. Avere paura è più che normale, soprattutto all’inizio, ma non deve essere un motivo per arrendersi davanti alle prime difficoltà.

Perché la Sardegna?

La Sardegna è una terra meravigliosa ed è anche il luogo in cui mia madre ha scelto di vivere. Ora che ci abito anche io, capisco il perché.

Lungo viaggio… raccontaci

Prima di prendere la mia strada, mi sono laureata in economia e commercio. Il mio percorso di studio rappresenta ciò che avrebbe voluto la mia famiglia per me. Ho concluso l’università solo per dovere e per onorare i sacrifici che mio padre ha fatto per pagare i miei studi. E poi, un giorno, mia madre mi ha detto: “Cinque anni di economia e alla fine sei un’artista!” Ed era vero. Sono stata coreografa, direttore artistico e ho sempre fatto sport e ballato. La mia passione si è evoluta e, quando sono venuta in Italia, ha preso una forma diversa.

Siete due donne in scena, come avviene?

Proviamo tanto e sappiamo perfettamente come aiutarci e coordinarci durante lo show. Siamo in connessione e questo dà forza a entrambe. Siamo partite dalle piccole cose, come imparare ad accedere il fuoco nel modo corretto. Ultimamente sto valutando l’idea di inserire un uomo nei miei spettacoli. Questo servirebbe a diversificare i ruoli e arricchire ulteriormente lo show. Inoltre un ragazzo potrebbe fare dei numeri che, per fisicità, una donna non può compiere.

 

Quanto la musica è importante nei tuoi spettacoli?

Tantissimo. Scelgo accuratamente i brani che accompagnano le mie performance. Niente è lasciato al caso, tutto serve a creare emozione e suggestione.

Sei tu dunque la mente “fire show”?

Sì… mi piace fare tutto da me.

Cosa ti senti di dirci riguardo alla ragazza che lavora con te negli show?

Ringrazio la mia bravissima collega Olga Kostrykina per aver sostenuto la mia idea e ha iniziato subito ad allenarsi con me. È una brava persona e abbiamo fatto un duet creativo e di successo

Quanto rimarrai in Sardegna?

Sono in Italia da cinque anni. Ho la consapevolezza che questa terra non sarà il mio punto di arrivo perché, per i sogni che ho, credo che fuori avrei più opportunità. Vorrei aprire una mia attività. Quando sono stata a Parigi mi è rimasta impressa l’idea del “Moulin Rouge” che ha qualcosa a che vedere col mio sogno. Infatti, mi piacerebbe gestire un locale dove, oltre a mangiare e bere, ci fossero spettacoli di cabaret, musica e danza.

Può un sogno quindi diventare un lavoro?

Sì, se si è disposti a sacrificare qualcosa. Bisogna essere pronti a lavorare per i propri sogni ed essere umili.

Cosa altro fai nella vita?

Sono una personal trainer e lavoro per alcune palestre. Lo sport ha sempre fatto parte di me e della mia vita. In più sono una mamma e, si sa, non è un impegno da poco. Sono riuscita a conciliare ciò che faccio e prendermi cura di mio figlio grazie all’aiuto di mia madre, soprattutto nei periodi di lavoro più intensi.

Se fossi un colore, che colore saresti?

Rosso, rosso fuoco.

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