Cinema: al via il primo film sull’Accademia della Crusca

Concluse le riprese del primo film dedicato all’Accademia della Crusca, “La Fabbrica dell’Italiano”, dove la storica istituzione si racconta in un docu tra scene di fiction e interviste a personaggi illustri del panorama culturale nazionale. Il film, in uscita a novembre, della durata di circa 55 minuti, ripercorre la storia della Crusca dalle sue origini nel Cinquecento a oggi, grazie anche a scene di fiction ad opera della Compagnia della Seggiole di Fabio Baronti, approfondimenti e interviste a personaggi illustri del panorama culturale, artistico e accademico: lo storico Alessandro Barbero, l’attrice Monica Guerritore, lo storico dell’arte Tomaso Montanari, il presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini, i presidenti onorari Francesco Sabatini e Nicoletta Maraschio, Marco Biffi dell’Università di Firenze.

Tra le scene, quelle coi fondatori dell’Accademia nelle sale e nel Giardino monumentale della Villa medicea di Castello, oggi sede dell’Accademia, con le loro prime riunioni accademiche, per lo più scherzose, e l’avvio della grande impresa del Vocabolario che portò nel 1612 alla pubblicazione del primo moderno vocabolario europeo.
La narrazione cinematografica, attraverso scene in costume e interviste agli esperti, vuole avvicinare il grande pubblico alla più ampia riflessione sull’importanza del linguaggio e sul ruolo, di primo piano, che la lingua italiana ha avuto nel percorso di formazione culturale e politica del nostro Paese. La sceneggiatura è di Giovanni Ortoleva (Menzione Speciale alla Biennale di Venezia nel 2019), la fotografia di Carlo Borean.
Anteprima fuori concorso al 62/o Festival dei Popoli (Firenze, 20-28 novembre 2021). Grazie al Ministero degli Affari Esteri il film verrà distribuito a tutti gli Istituti Italiani di Cultura.
Il docufilm, voluto dalla Crusca e realizzato dalla produzione Berta Film, ha il sostegno di Fondazione Cr Firenze, Unicoop e Amici dell’Accademia della Crusca in collaborazione con Toscana Film Commission e Fondazione Teatro della Toscana.

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