SOLE E MELANOMA: LE REGOLE PER UNA CORRETTA ABBRONZATURA

Il melanoma è un tumore maligno che prende origine dai melanociti, le cellule che producono la melanina, quel pigmento bruno responsabile del colore della pelle, degli occhi e dei capelli e che tende fisiologicamente ad aumentare dopo l’esposizione solare.

Considerato fino a pochi anni fa una neoplasia rara, oggi l’incidenza del melanoma è in continuo aumento, tanto da essere raddoppiata negli ultimi 30 anni. Fortunatamente la mortalità causata da questo tumore rimane pressappoco costante, grazie probabilmente alle campagne di prevenzione avviate in molti paesi.

Si stima che in Italia si verifichino ogni anno circa 15 nuovi casi di melanoma ogni 100000 abitanti. Nonostante il rischio di ammalarsi di questo tumore tenda ad aumentare proporzionalmente all’età e rappresenti un’eventualità eccezionale prima della pubertà, è importante sottolineare come sia il 2° tumore più frequente nei giovani di sesso maschile (dopo il carcinoma del testicolo) ed il 3° nelle giovani donne (dopo i tumori di mammella e tiroide).

Il melanoma può insorgere in qualunque sede corporea dove siano presenti i melanociti e quindi in primis nella cute, ma più raramente può interessare le mucose, le meningi, l’intestino, ecc.

Il melanoma insorge solo in un terzo dei casi su un neo pre-esistente, mentre nei due terzi dei casi compare sulla pelle normale e non in corrispondenza di un nevo, ma nelle fasi iniziali ne può simulare’aspetto.

I soggetti a rischio

I principali fattori di rischio per l’insorgenza del melanoma sono:

  • Ustioni solari ripetute, soprattutto nell’infanzia;
  • Storia personale di precedente melanoma;
  • Casi di melanoma in un parente di primo grado (genitore, fratello, sorella, figlio);
  • Presenza di più di 50 nei comuni;
  • Presenza di nei congeniti di grandi dimensioni;
  • Presenza di molte lentiggini;
  • Pelle chiara, capelli biondi-rossicci, occhi chiari.

 

Il sole

Il sole, oltre alla luce visibile, emette radiazioni infrarosse, che vengono avvertite come calore, e ultraviolette, che producono l’abbronzatura della pelle, stimolano la produzione della vitamina D, hanno effetto benefico su alcune dermatiti, sul sistema cardiocircolatorio e sul tono dell’umore.

Tuttavia, i raggi UV, sono anche responsabili di eritemi, scottature, fotoinvecchiamento, fotodermatosi e dell’aumento del rischio di insorgenza dei tumori della pelle. Pertanto è opportuno esporsi al sole in maniera corretta onde evitare le ustioni, che soprattutto nei bambini, rappresentano il più importante fattore di rischio per lo sviluppo futuro del melanoma.

 

I melanociti e la melanina

I melanociti sono le cellule della pelle deputate alla produzione di un pigmento bruno chiamato melanina, che aumenta fisiologicamente quando ci esponiamo al sole, consentendo di abbronzarci.

L’abbronzatura svolge un ruolo importantissimo: assorbe i raggi ultravioletti o raggi UV emessi dal sole, riducendo i danni che questi sono in grado di determinare sulle cellule della pelle. Tuttavia questo “scudo” fisiologico, non è in grado di difenderci completamente dagli effetti dannosi delle radiazioni solari. Si stima infatti, che l’abbronzatura conferisca ad un soggetto di carnagione chiara un fattore di protezione pari a 4-6, dunque molto basso.

 

I fofotipi

La tendenza che ognuno di noi ha nel reagire alle radiazioni solari prende il nome di fototipo.

Fitzpatrick ha identificato 6 differenti fototipi, in base al colore della pelle, degli occhi e dei capelli:

Fototipo I: carnagione molto chiara, occhi azzurri, capelli rossi, lentiggini

Fototipo II: carnagione chiara, occhi azzurri o verdi, capelli biondi

Fototipo III: carnagione moderatamente scura, occhi marroni, capelli castani

Fototipo IV: carnagione olivastra, occhi scuri, capelli castano scuro o neri

Fototipo V: carnagione bruno-olivastra, occhi scuri, capelli neri

Fototipo VI: carnagione nera, occhi scuri, capelli neri (i soggetti di razza nera).

I soggetti con fototipo I e II sono quelli a maggior rischio di ustionarsi al sole e di sviluppare un tumore della pelle.

 

Le buone abitudini per “difendersi” dal sole

 

  • Evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata, ossia tra le 11 del mattino e le 15 del pomeriggio.
  • Esporsi gradualmente, soprattutto se si hanno gli occhi e la carnagione molto chiara.
  • Evitare l’esposizione solare diretta dei neonati fino ad 1 anno.
  • Prestare attenzione alle superfici riflettenti (acqua, sabbia, neve) che aumentano il rischio di ustioni solari.
  • Proteggersi anche nelle giornate nuvolose, poiché le nubi riescono a schermare i raggi infrarossi ma non i raggi UV.
  • Prestare attenzione alle giornate ventose, che riducendo la sensazione di calore aumentano il rischio di scottature (se non si sente caldo non significa che non ci si stia scottando!)
  • Utilizzare sempre una protezione solare ad ampio spettro, che protegga sia dai raggi UVA che UVB, da applicare in quantità generosa, circa 2 mg per cm2 di superficie corporea. Considerando il corpo di un adulto, questa quantità equivale all’incirca a 35-40 g di prodotto, ovvero il volume contenuto in un bicchierino da liquore.
  • La protezione solare deve essere applicata circa 20-30 minuti prima dell’esposizione e rinnovata ogni 2 ore. Non dimenticarsi le orecchie, la nuca e i piedi. Rinnovare l’applicazione per mantenere la protezione, specialmente dopo aver sudato o dopo essersi bagnati o asciugati.
  • Utilizzare indumenti e accessori protettivi come la maglietta, il cappello e gli occhiali da sole
  • Evitare le lampade abbronzanti (oggi considerate a tutti gli effetti un cancerogeno di tipo I)
  • Ricordarsi che i raggi UV raggiungono la nostra pelle anche in città e, quando siamo al mare, anche sotto l’ombrellone.

 

Quale protezione solare scegliere?

La scelta del filtro solare dipende molto dal fototipo.

I soggetti con fototipo I-II-III dovrebbero utilizzare sempre una crema solare con SPF 50+.

I soggetti con fototipo IV dovrebbero iniziare con un SPF 50+ per poi diminuire gradualmente dopo i primi giorni di esposizione.

I soggetti con fototipo V e VI, possono utilizzare delle protezioni più basse, poiché si difendono già naturalmente dal sole.

 

Sole sì, ma nel modo giusto

Il sole ha sicuramente tanti effetti benefici sul nostro organismo, in primis sul tono dell’umore. Bisogna però sempre esporsi in maniera graduale e nel modo giusto, onde evitare che, da alleato diventi un acerrimo nemico per la salute della nostra pelle. Vi invito soprattutto a prestare la massima attenzione ai bambini, perchè la sconsiderata esposizione solare in età pediatrica rimane uno dei principali fattori di rischio per il futuro sviluppo dei tumori cutanei.

 


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